Tante sono le cose che di questo paese mi hanno stancato, così tante che potrei dimenticare come a volte sia un piacere essere italiana. Così tante che alla fine mi sono stufata di tenerle per me, perchè so che c'è tanta altra gente che si è stufata, quindi perchè non parlarne?
Se volete commentate, sappiate che non rispondo a tutti i commenti, che non accetto commenti osceni che verranno cancellati, ma che sono disponibile ad un confronto, se ne ho tempo.
Se siete qui leggete, se non vi piace quello che scrivo andatevene, nessuno vi obbliga a rimanere e fino a che c'è libertà di parola ho intenzione di dire la mia.

lunedì 12 agosto 2013

GIOVENTU'

sono stanca di sentire parlare di giovani che si suicidano perchè incompresi. ma i giovani di oggi non hanno più nerbo nella schiena? crescono così avvolti nella bambagia, così protetti da tutto e da tutti che di fronte alle prime problematiche cedono e si rivolgono alla fuga per eccellenza?
i problemi dei giovani ci sono sempre stati, si crede davvero che trenta, quaranta anni fa non ci fossero donne maltrattate, giovani che scoprivano di essere gay e che non erano accettati, ragazzi di colore che venivano emarginati, e tante altre situazioni che facevano male?
Io stessa potrei parlarvi di una infanzia talmente traumatica che credo sarebbe insopportabile per una giovane del giorno d'oggi.
avevo amiche che erano anoressiche, ed io che ero obesa ero derisa dai miei compagni in maniera estremamente crudele, fino all'attacco fisico, e molto doloroso, come una cartella lanciatami in testa dal terzo piano.
fisicamente.
 avevo amiche che venivano trattate dai compagni di classe come cagnolini, compagni di scuola a cui gridavano "ei culo!!" in mezzo alla strada, io ero derisa per il mio sovrappeso e l'unica volta in cui trovai il coraggio di confessare la mia infatuazione ed un compagno quest se ne andò ridendo. allora  il militare era obbligatorio e lo facevano praticamente tutti, tranne quei pochi fortunati in esubero nell'anno della propria cartolina, o qurelli che risultavano inabili e che venivano a quel punto derisi per quello e quella vita dura e lontana dalla famiglia era vista come una forma di forgiatura del carattere più che come una punizione senza speranza.
tutto questo ci feriva, profondamente quanto oggi, ma alle spalle avevamo una famiglia forte ed altre esperienze più o meno dolorose che ci permettevano di resistere a ueste nuove.
 tutte le situazioni stressanti che ci sono oggi c'erano anche una volta ma oggi l'educazione così debole, così accomodante che ricevono questi giovani a cui tutto è concesso e che si devono sentire accettati in tutto li rende così deboli, così insicuri di se stessi, così fragili, da non riuscire a superare la situazione che gli si presenta e questo li porta a preferire la morte alla vita, senza rendersi conto che la scelta è definitiva mentre il problema prima o poi si sarebbe potuto superare.
perchè una volta soffrivamo, piangevamo e spesso ricevavamo delle cicatrici che poi non hanno mai smesso di sanguinare ma andavamo avanti e resistevamo?  a testa bassa, a denti stretti, di fronte al dolore che gli altri ci facevano spesso ne uscivamo più forti e capaci. Che differenza c'era tra i giovani di allora ed i giovani di oggi? una sola ed enorme: una famiglia alle spalle. una famiglia a volte ostica, che magari non ci capiva, che ci spingeva a fare le nostre esperienze, che ci lasciava fare i nostri errori e ci permetteva anche di ferirci se serviva solo per poi spiegarci che la vita era anche quello, anche ferite e poi riprese. e quelle piccole ferite, quelle cicatrici ci permettevano di affrontare ferite maggiori e cicatrici maggiori perchè il dolore lo avevamo già provato e quindi potevamo affrontarlo di nuovo. e di fronte a tutto sapevamo di essere amati per quello che eravamo a prescindere che si voncesse o si perdesse la battaglia , un amore che serviva anche a lenire le ferite spirituali a quelle fisiche.
dovevamo affrontare i nostri problemi e le nostre paure.
se giocando cadevamo e ci facevamo male le nostre famiglie erano pronte li a soccorrerci ma non ci impedicano di farlo perchè anche cadere serve a rimettersi in piedi.
se a scuola sbagliavamo e venivamo puniti le nostre famiglie erano li a darci la seconda parte della punizione, perchè se il loro lavoro era portare il pane a casa, il nostro lavoro era quello di portare dei buoni voti, studiare e prepararci alla vita. se non rispettavamo la nostra parte dell'accordo era giusto che coloro che dovevano educarci ci riprendessero.
questi erano solo una piccola parte dei problemi che avevamo, ma come i giovani di oggi ne avevamo molti altri e ci sembravano tutti uno più insuperabile dell'altro. ma alla fine ce la facevamo ed ogni ostacolo superato ci rendeva più forti e pronti ad affrontare il successivo ostacolo.
oggi troppo spesso i genitori si frappongono tra i figli e la vita vera. gli errori non gli vengono lasciati fare, si tende a trattare i propri figli, fin dalla prima infanzia come fossero bambole di porcellana, che non devono uscire altrimenti potrebbero farsi male, che non vanno a scuola se ci sono le malattie altrimenti potrebbero ammalarsi a loro volta, che non sapranno mai cosè una bella bucciatura di gicocchio per una caduta di bici o una guancia gonfia per una litigata tra bambini.
qualsiasi problema gli viene spianato di fronte in modo che non ne debbano subire le difficoltà e come risultato ecco chequando se ne presenta una magari anche dolorosa, loro non sono pronti non hanno la forza e la capacità di superare quell'ostacolo e si arrendono subito, scegliendo la fuga, quella totale, piuttosto che il combattimento.
troppi giovani si arrendono così facilmente solo perchè nessuno li ha preparati, e questo è un peccato, perhè i giovani sono il futuro del mondo e che tipo di futuro ci aspetta se coloro che lo rappresentano hanno animi così fragili da spezzarsi al primo soffio di vento?
e di esempi di questo iperprotezionismo ne abbiamo anche troppi: genitori che di fronte alla maleducazione dei figli abbozzano una qualche scusa giustifinandone anche la mancanza di rispetto in casa, che permettono ai loro frugoli di devastare casa giustificandosi con asruse teorie di educazione libera in cui il piccolo attila deve tirare fuori tutto se stesso e non sentirsi oppresso dalla figura del genitore, altri che di fronte ai cattivi voti dei figli invece di unirsi all'arrabbiatura degli insegnanti e petendere più impegno si vanno a lamentare dai professori arrivando a minacciarli perchè hanno dato dei brutti voti ai loro bambini.
questi giovani che crescono senza il rispetto verso la figura paterna, che non ricevono delle regole da rispettare ma vengono lasciati allo stato brado, giovani che si vedono accontentato ogni desiderio nche se i genitori non potrebbero permetterselo, giovani che un domani avranno solo due possibilità, o diventare degli insopportabili egoisti pronti a qualunque cosa per ottenere ciò che vogliono, o deboli vittime dell'inesperienza che cadono di fronte alla prima dolorosa esperienza.
sta a noi, voi, genitori, rendere i vostri figli forti.  voi per primi dovete essere li presenti, a sorreggerli se cascano ma a farli cascare, a fargli fare le proprie esperienze ed a porgergli la spalla quando avranno bisogno di consolarsi per il dolore che ne hanno ricavato, a capirli nelle loro differenze e nelle loro complessità, a dargli dei valori da rispettare e delle speranze per il domani.
i genitori sono le radici da cui siamo  cresciuti tutti e più saranno deboli le radici, più fragile sarà l'albero.
se quel ragazzo che ieri si è suicidato perchè era gay, magari avesse potuto parlarne e sentirsi accettato in casa, se magari avesse saputo che quello che era andava bene a chi gli era più vicino, avrebbe affrontato con meno debolezza il rifiuto deglli altri, e forse non avrebbe sprecato la sua giovane vita, avrebbe capito che forse chi non lo ama non lo merita e che per ogni rifiuto ci può essere uno sguardo amico dietro l'angolo.
perchè ogni giovane che non supera la propia giovinezza spreca quella che poteva essere una ricchezza nel futuro.

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